“I giovani hanno fiato, gambe ed energia per raggiungere Torino”
Da: Stop allo sportello universitario. La Provincia sceglie la via telematica
Temo che, finché contiuiamo (chi? me, no di sicuro) a votare presidenti leghisti, sarà molto difficile limitare il numero delle ca**a%e. Questa, in particolare, mi tange, causa esperienza personale: infatti ho conseguito la laurea triennale a Cuneo, e devo ringraziare il fatto che ci fosse uno sportello, a Cuneo; e, anche se inefficiente, uno ad Alba. Perché? Semplicemente, perché lavoravo. Probabilmente alla presidente, che evidentemente a leggere le sue dichiarazioni è convinta che siamo tutti “bamboccioni”, non è nemmeno passato per la testa che un giovane possa lavorare. O dà per scontato che trovare lavoro sia impossibile per un giovane? Forse in questo non sbaglia. Comunque, fatto sta che quando ho frequentato i primi tre anni di università, moltissimi dei miei compagni erano lavoratori. Certo, “fiato, gambe ed energia per raggiungere Torino” non ci sarebbero mancati, ma forse i nostri datori di lavoro non sarebbero stati poi così entusiasti di farci perdere giornate su giornate lavorative per correre avanti e indietro dal capoluogo di Regione. Qualcuno per favore può spiegarlo a Gianna? Ah, dimenticavo. Le pratiche telematiche. Come se tutte le pratiche si potessero fare per via telematica (che sogno!): l’ironia involontaria di Gianna è esilarante. E come se qualcuno rispondesse alle comunicazioni, dall’università. Ma mi facciano il piacere…
P.S. se possibile riporterò a breve testimonianza di un amico sul fallimento del tentativo di telematicizzare completamente l’Università di Bologna. Per ora riporto qualche stralcio della chat: “mi trovi perfettamente d’accordo… è una realtà che conosco bene… quando sono arrivato all’uni di Bologna, questa era già organizzata così… il risultato? la segreteria perde le e-mail… i piani di studio (a me è successo penalizzando la mia carriera universitaria) inviati, esclusivamente, per via telematica… e non rispondono al 100% delle richieste… insomma… un fallimento… purtroppo non impariamo mai dagli errori altrui…”
Per la verità, in conclusione, non credo che qui si tratti tanto dell’imparare dagli errori altrui, ma di un altro aspetto in cui l’economia va a incidere pesantemente sui servizi… Che sia inutile quindi infervorarsi? E’ che non ho mai sopportato quando i politici trattano i giovani da rincoglioniti…
P.P.S. Perdonatemi, dimenticavo un aspetto non di poco conto: cosa mi possono dire i nostri governanti dei ragazzi con disabilità? Hanno tutti “fiato, gambe ed energia”?