Koreblik lubvoi
Non è un incastro di lettere gettate alla rinfusa, non è una gimcana della lingua fra i suoi suoni consonantici. "Koreblik lubvoi" significa in ebraico "una barca d’amore", o almeno così recita uno dei libri che più mi hanno colpita nella mia vita. Ma l’ho perso, o forse l’ho semplicemente restituito alla biblioteca, dimenticandomene il titolo. Ricordo il nome del protagonista, Yaakov. Ricordo immagini indelebili, colori sgargianti. Ma sono costretta a lanciare un appello: chi incontrasse il "mio" libro smarrito, me ne dia per favore notizia… Per il resto, non so se sarà facile sapere se "koreblik lubvoi" significhi veramente "una barca d’amore" -cosa che è già stata messa in dubbio da un uomo di poca fede-, ma in realtà non importa, innanzitutto perché mi piace crederlo, e poi ormai è diventato un nome per me, come se mi chiedessi perché mi chiamo Adriana e che cosa significa.



complimenti per il blog. mihai fatto pensare leggendoti. E sappi che ci pensavo solo alloa notizia di un tuo blog. Ora mi toccherà visitare Charleville dopo aver visto il Vittoriale.
ti do uno scoop: il primo romanzo che scrissi immaginava un ragazzo dei Charleville che scappava dalla città seguendo il mito di Rimbaud e a parigi incontrava D’Annunzio che lo istruiva sui Piaceri. Avevo 15 anni e scrivevo molto male….. ma da allora nacque tutto. e so i’m here
Comment by gianluca — 22 December 2004 @ 11:04 pm