La vita
Il motore delle mie azioni è soprattutto la paura della morte, l’urgenza di portare a termine qualle poche cose che non potrei mai perdonarmi di non aver fatto o provato
-l’amore, la famiglia…-. L’urgenza di vivere, perché è tutto troppo fragile. E forse rovino tutto, con la mia paura, rischio di rovinare i momenti. Ma ci sono giorni in cui, soprattutto se sono a letto nel primo pomeriggio e fitrano solo alcuni raggi nel pallore, sento una vertigine insostenibile all’idea delle milioni di migliaia di persone che sono morte prima di me: dai primitivi, agli Egizi, ai Romani, nel MedioEvo, Arthur Rimbaud, Marilyn; e a tutte quelle che verranno dopo di me, senza nome, indifferenti. In altre occasioni, come nell’alba di tre o quattro giorni fa, trovo una consolazione osservando certi fenomeni naturali, come proprio il sorgere del sole o quando sono in mezzo alle montagne: l’idea di qualcosa di sconfinato ed eterno, il sole che sorge così possente ogni mattina, e che sorgerà sempre, e tutte le persone che nell’orizzonte che si perde vivono, lavorano, mangiano, dormono, e fra tutte queste formiche operose ci sono anch’io. Le persone che invidio di più sono quelle che hanno la fede, io al massimo ho una ricerca costante e difficile. Ma loro hanno una consolazione, un appiglio. Fred Uhlmann ne "L’amico ritrovato" ha espresso al meglio il mio problema sulla fede, quando racconta dei due piccoli figli dei vicini che muoiono nell’incendio della loro casa. "Non senti le loro urla?". Innocenti, eppure arsi, morti senza motivo che lacerano il cuore, come quelle che ogni giorno la televisione ci propina a tal punto da renderci insensibili, aridamente abituati. Anche le pagine iniziali de "La rabbia e l’orgoglio" di Oriana Fallaci, personaggio di cui peraltro non condivido le tesi politiche e di cui non apprezzo lo stile narrativo, ma questa è un’altra storia, hanno dentro un’idea simile, che non è facile trovare in giro. E’ un dio che ha creato un mondo dove animali vivono per la morte di altri animali, animali vivono per la morte di piante, persone vivono per la morte di animali e anche di persone?


