La ragazza che s’offriva molto
In uno dei vari incontri dovuti al lavoro con i gruppi musicali, è saltata fuori un po’ di tempo fa una delle storielle più comiche che abbia mai sentito, e che ancora non avevo avuto l’opportunità di mettere per iscritto, e che probabilmente non riuscirò a rendere per bene come dovrei. Uno dei componenti del gruppo, entrato un po’ più in confidenza degli altri, mi ha raccontato: “Una sera alle prove —– (altro ragazzo della band, omettiamo il nome per la privacy, comunque è un tipo bizzarro, che bello questo termine che ho sentito pronunciare solo ieri, e che gradisce il fumo), ci dice di aver conosciuto una ragazza che —– (e qui, invece, è bene fare queste righette perché ognuno ci metta dentro tutte le fra sette allusive che più gli aggradano, ribadendo il concetto della ragazza che comunque, s’offre) e di volerla portare alle prove. Noi, al che, gli abbiam detto, vabè, portala la prossima volta, così…ehm…vediamo l’articolo ecco…Ghghgh (inomettibile). Fatto sta che alle prove successive, —– (sempre lui, l’amico della canna) arriva con la fanciulla che, come da copione, dopo un paio di bicchierini va fuori; ma a noi non piaceva, allora dopo le prove —– se l’è caricata in macchina per portarla a casa. Quando l’abbiamo rivisto, —– con aria offesa (e qui bisogna immaginarlo che sventola in aria il ditino in segno di diniego), ci ha detto: “L’altra sera, alla fine, ho dovuto saltarmela io al posto vostro, ma non ve la porto più, eh?!?!””. Fantastico.


