Libera Repubblica di Korebliklubvoi

30 January 2005

L’amore secondo Gibran

L’amore non ha altro desiderio che di appagare se stesso. Di sciogliersi ed essere come un torrente che scorre cantando la sua melodia nella notte. Di destarsi all’alba con il cuore gonfio e ringraziare per un altro giorno d’amore.

29 January 2005

L’incontro con una grande…anima

Filed under: Incontri

L’ora tarda e la lunga giornata che mi sto lasciando alle spalle non mi consentirebbero di trattare come tengo a fare l’incontro di ieri sera con monsignor Ravasi, che dunque sarà oggetto di un post nei prossimi giorni, condito con l’attenzione e la sacralità che merita. Per stasera, mi accontento di leggere una poesia latina spumeggiante, e lo faccio con le nozioni di metrica che mi sono rimaste: così, ne colgo la musica, il ritmo, come se battessi le mani per accompagnarla. Ta-tà, ta-tà, ta-tà, ta-tà, ta-tà…

28 January 2005

Judy Garland

Nel silenzio della notte ho spesso desiderato anche solo qualche parola d’amore da parte di un uomo, piuttosto che gli applausi di migliaia di persone.

27 January 2005

Barrès

Filed under: Musica e poesia

Nessun uomo ponderato può sperare.

26 January 2005

Nota

Filed under: My Thoughts

Sempre da quel libro folgorante: "… aveva ricevuto in sorte il dono splendido e amaro della lucidità", Chevallier a proposito di Toqueville (intanto mi chiedevo se Toqueville sarebbe contento dell’odierna esportazione della democrazia). Interessante, no? Ah, altra cosa politicamente scorrettissima: cavolo, che festa è un compleanno nella Giornata della memoria? Ciò non significa che ci sia alcunché contro la giornata, anzi, il tema è importantissimo e va conosciuto e approfondito e soprattutto interiorizzato, anzi domani ne parliamo con un post. Ma nascere il 26 o il 28, no? Come famo a garruleggiare…Mah…Niente.

Quando un libro di testo…

Filed under: My Thoughts

…Diventa altro. Premessa: il post di oggi doveva essere un altro, ben più complesso. Non che questo sia un ripiego. Comunque, il libro di cui parlo è Le grandi opere del pensiero politico di Jean-Jacques Chevallier, purtroppo scomparso nel 1983. Il consiglio è di leggerlo, foss’anche solo per esclamazioni che sbottano dalle pagine con vigore ("Splendida e lussureggiante natura intellettuale di Burke!", pag.231), lasciando trasparire una passione indefessa per ciò che sta scritto, e per la scelta di citazioni esilaranti (nell’accezione più positiva del termine) come: "una donna non è che un animale, e nemmeno di prim’ordine" (Burke).

25 January 2005

La fortuna (e il maremoto?) secondo Machiavelli

Filed under: My Thoughts

perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere esser vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi. Et assomiglio quella a uno di questi fiumi rovinosi, che, quando s’adirano, allagano e, piani, ruinano li alberi e li edifizii, lievono da questa parte terreno, pongono da quell’altra: ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro, senza potervi in alcuna parte obstare. E benché sieno così fatti, non resta però che li uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimenti e con ripari et argini, in modo che, crescendo, poi, o egli andrebbono per uno canale, o l’impeto loro non sarebbe né sì licenzioso né sì dannoso. Similmente interviene della fortuna: la quale dimonstra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resisterle, e quindi volta li suoi impeti, dove la sa che non sono fatti li argini e li ripari a tenerla.

24 January 2005

Come Machiavelli

in su l’uscio mi spoglio di quella veste cotidiana, piena di fango et di loto, et mi metto panni reali et curiali; et rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno di parlare con loro, et domandarli della ragione delle loro actioni; et quelli per loro humanità mi rispondono; et non sento per quattro ore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tucto mi trasferisco in loro.

22 January 2005

Lo zampillo-Charles Baudelaire

Filed under: Musica e poesia

Sono stanchi, mia povera amante,
i tuoi begli occhi! Rimani così
senza riaprirli, indefinitamente
nella languida posa abbandonata
come il piacere t’ha lasciata.

21 January 2005

Vertigine-Arthur Rimbaud

Filed under: Musica e poesia

Che cosa sono per noi, cuore mio, i laghi di sangue e di brace, e mille uccisioni, e le lunghe grida di rabbia, singhiozzi d’ogni inferno che rovescia ogni ordine, e ancora l’Aquilone sulle rovine,

e ogni vendetta? - Nulla. - Ma sì, intera la vogliamo! Industriali, principi, senati; perito! Potenze, giustizia, storia: abbasso! Questo ci spetta. Il sangue! il sangue! la fiamma d’ora!

Tutto alla guerra, alla vendetta, al terrore. Spirito mio! volteggiamo nella morsura. Ah, passate, repubbliche di questo mio mondo! Imperatori, reggimenti, coloni, popoli. basta!

Chi attizzerebbe i furiosi vortici di fuoco, all’infuori di noi e di coloro che immaginiamo fratelli? A noi, romanzeschi amici. ci divertiremo. Noi non lavoreremo mai, o fiotti di fiamme!

Europa, Asia, America, scomparite. La nostra marcia vendicatrice ha tutto occupato, città e campagne! - Saremo schiacciati! I vulcani salteranno! E l’oceano percosso…

Oh, amici miei - E’ certo, cuor mio: sono fratelli. Se ci mettessirno in marcia, neri sconosciuti… Andiamo, andiamo! O sventura mi sento fremere, la vecchia terra su me, sempre più vostro, la terra piomba.

(Non è nulla: sono qui: ci sono sempre)

20 January 2005

Coraggio

Filed under: My Thoughts

Raccontare la storia di un uomo, che è sopravvissuto alla guerra in Russia suonando il pianoforte per chi l’ha tenuto progioniero, ma che, una volta tornato, non è sopravvissuto a ciò che l’ha atteso qui, e da cui non ho potuto ricevere quello che avrei voluto. Raccontare la storia di uno scienziato che amava l’arte, in tutte le sue forme, e discuteva con i classici, ma con cui non ho discusso, maledetto tempo. Fermare l’immagine di una donna piccola e garbata, colta e materna, in una foto da giovane con i capelli a ciuffo, scuri, come si usava in quegli anni, e a cui la fine della vita, non ha reso giustizia. E chiamare le cose che ho con il loro nome, o quello che non hanno mai avuto e che dovrebbero avere, grazie alla forza dirompente che mi ha aperto gli occhi e il cuore.

19 January 2005

Tramonto

Filed under: My Thoughts

Gelido morente tramonto, basta voltarmi di poco e ne vedo uno scorcio in mezzo ai palazzi. Nere le montagne, arancio cupo subito sopra, che poi sfuma dal giallo pallido al blu, fino al colore della notte incipiente. Stanchi, i pensieri di quest’ora. La giornata faticosa, si affardellano con casualità: una risata, una considerazione sul potere della Chiesa (il vescovo rapito…l’unico rapimento durato neanche venti ore, pensa se Baldoni fosse stato un alto prelato…), la musica di oggi, Né al denaro né all’amore né al cielo di De André ("avvolte nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere", come cita Stefano) e un nuovo gruppo, gli Interpol, un nuovo cd chiamato Antics, un messaggio che dice "Avevo provato a chiamarti", ma non basta semplicemente riprovare? Mentre il tramonto si tinge di toni sempre più notturni, sfumano anche i ricordi, gli occhi si chiudono, le mani ticchettano ma sempre più lentamente. E’ l’ora del riposo.

18 January 2005

Omaggio al gatto

Il Gatto
-Charles Baudelaire

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira
le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l’agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il
tuo dorso elastico e la mia mano s’inebria del piacere di
palpare il tuo corpo elettrizzato,

vedo in spirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e
freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a
un dardo, e dai piedi alla testa

un’aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno
al suo corpo bruno.

Oggi ho avuto modo di incontrare più volte l’amico Charles, quindi mi sembra giusto cominciare il post proprio a partire da quel che ha scritto lui, del mio caro felino, nonché questa poesia è davvero stupenda. Ora i miei gatti sono uno a dormire sulla poltrona rossa -quello persiano calico, un peluche, una bambola antica- e uno sul letto di là, perché il suo nero risalta così bene sulla coperta…E vanno ringraziati, perché sono rilassanti, sono dolci e affettuosi ma indipendenti e orgogliosi -il persiano sovrano soprattutto rivela sempre la sua discendenza da nobili orientali-; vanno ringraziati, perché fanno compagnia, si inseguono, giocano, è bello guardarli; vanno ringraziati perché studiano con me da accoccolati sulle mie gambe, e perché mi regalano mille volte al giorno quadretti simpaticissimi, spiritosi o di una tenerezza che atterrisce. E io qualche volta mi ci rispecchio.

17 January 2005

Discorso a un bambino-M.Bernardi

Filed under: Musica e poesia

Non credere

a chi ti comanda,

a chi ti punisce,

a chi ti ammaestra,

a chi ti insulta, a chi ti deride,

a chi ti lusinga, a chi ti inganna,

a chi ti disprezza…

Essi non sanno che tu

sei ancora un uomo libero.

16 January 2005

Nota

Filed under: My Thoughts

Le mie giornate si stanno popolando di fantasmi. E così mi volto, nella casa, solo una luce accesa dove io scrivo, solo i gatti che fanno, poco, rumore. Ma non sono solo questi, i miei fantasmi. Li tengo stretti, li lego a me con una corda fatata, provo a stregarli cosicché siano loro a funestare le mie giornate con questa passione.






















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