Libera Repubblica di Korebliklubvoi

20 January 2005

Coraggio

Filed under: My Thoughts

Raccontare la storia di un uomo, che è sopravvissuto alla guerra in Russia suonando il pianoforte per chi l’ha tenuto progioniero, ma che, una volta tornato, non è sopravvissuto a ciò che l’ha atteso qui, e da cui non ho potuto ricevere quello che avrei voluto. Raccontare la storia di uno scienziato che amava l’arte, in tutte le sue forme, e discuteva con i classici, ma con cui non ho discusso, maledetto tempo. Fermare l’immagine di una donna piccola e garbata, colta e materna, in una foto da giovane con i capelli a ciuffo, scuri, come si usava in quegli anni, e a cui la fine della vita, non ha reso giustizia. E chiamare le cose che ho con il loro nome, o quello che non hanno mai avuto e che dovrebbero avere, grazie alla forza dirompente che mi ha aperto gli occhi e il cuore.

1 Comment »

The URI to TrackBack this entry is: http://korebliklubvoi.blogsome.com/2005/01/20/coraggio/trackback/

  1. Tutto questo è coraggio. E’ coraggio guardare un uomo negli occhi ed accarezzarne le piaghe cardiache, palpitanti sangue, investigando qual’è il suo male, quale il suo passato. Molte persone cessano di vivere con il cuore, per loro la vita si ferma in dato istante, oltre il quale il corso del tempo è la passeggiata di un fantasma in un giardino d’inverno; la loro anima è rimasta ferma in quell’istante, paralizzata ed incapace di continuare.
    E coraggio è dire delle cose scorrette, del tutto fuori luogo, ma delle quali si percepisce, con chiarezza assordante, la verità: parole che sono spintoni violenti per vincere l’inerzia di quell’anima paralitica. Coraggio è dire che la morte è il porto terreno per tutti i naviganti, che devono tenersi stretti e consolarsi. Coraggio è accettare tutto il dolore del mondo, le sue atrocità e le sue ingiustizie: accettarle, non lasciarle come sono. Non bisogna, io credo, combattere il male odiandolo, combattendolo come una malattia che è aliena dalle cose umane: invece, il male, come il dolore, è cosa profondamente umana, profondamnete nostra. Nell’amare la vita bisogna amare anche la sofferenza ed il male. E così, il male si deve correggere come si corregge un figlio: amandolo. Ed il coraggio è amore incondizionato per la vita, davvero al di là del bene e del male. La copula, che ne è il gesto di sintesi superiore fra due esseri umani, è un gesto di accettazione del mondo e del suo male, con il quale, considerando il suo fine biologico, si accetta di riprodurre la vita, dolore compreso. Ma è anche un gesto di rivoluzione, perchè ogni vita è nuova possibilità, nuovo possibile ordine sorgente dal caos, dalla dimensione assolutamente disgregata dell’universo. Ne deriva come sia indiscutibile che ogni uomo ha in se il potere di distruggere e di ricreare il mondo, se ne ha il coraggio.

    Comment by Il Fantasma coraggioso — 21 January 2005 @ 2:40 pm

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>























Get free blog up and running in minutes with Blogsome | Theme designs available here