Parto difficile dopo giornata assai piacevole
Ebbene sì, dopo aver lasciato il post sono partita, precisamente per recarmi al Santuario di Vicoforte, che non avevo mai visto. E bravo Ascanio Vitozzi, che è riuscito a far stare in piedi per 5 secoli la cupola ogivale più grande del Mondo: mica cotica, come diceva qualcuno in televisione qualche anno fa. Fatto il giro all’interno, guardato gli ex voto, stata lì con l’aria stupita e assorta che spesso vedo nei bambini. Comprato il primo vasetto di primule dell’anno, piccolo ma sentito e tanto grazioso regalo di mio padre. Poi, fatto due passi nella piazzetta, tutti e tre insieme, entrati in un bel negozietto di scarpe di marca a basso prezzo, che è aperto solo la domenica. Fatto un acquisto elegante e originale. Poi, aperitivo in un bar d’altri tempi, i salatini ottimi caldi. E tornando a casa, ci voleva, un bollitone misto al Moderno di Carrù. Niente male (salvo il rafano ingannatore che mi ha fregata esattamente come nella cena giapponese)! D’altri tempi, sì, tutto. Come quando ero piccola con i miei, le domeniche assolate a passeggiare, sonnacchiose. E più semplice del turismo di qui, quell’aria sincera da "vecchio Piemont" che ti ristora e ti fa sentire forte, ti fa sentire il piacere della compagnia, delle cose molto poco "nouvelle cuisine" ma che ti saziano più della mousse, la soupe e la tarte tatin. Nota dolente: stasera l’ispirazione languiva, forse distratta dai pensieri ancora soleggiati, forse da quelli serali di due passi rubati al silenzio delle colline. Ma comunque alla fine, dopo lungo travaglio e qualche tribolazione, sono abbastanza soddisfatta di una cosa che ho scritto. La giornata può ora tranquillamente concludersi.


