Libera Repubblica di Korebliklubvoi

30 June 2005

Voglio vederti danzare

“Come i dervisci turneur che girano sulle spine dorsali…”. Anche se qualcuno forse la riconoscerà come canzone “tunz-tunz” perché qualche dj ne ha fatto orribile scempio (come per il caso di “Geordie” di De André), questo è Battiato. Battiato è un sufi. Tanto per avere più chiaro che cos’è un sufi e chi sono i dervisci.

29 June 2005

Dolore

Filed under: My Thoughts

Ci sono momenti in cui il rumore sordo che hai dentro, lo senti anche nelle altre persone. Ieri sera è stata una serata commovente. Commovente quando ho ascoltato il saluto di chi il dolore assordante lo ha dentro, nel suo corpo. L’ho ascoltato e ho guardato le colline, il verde a perdita d’occhio. Forse per non guardare davanti e intorno a me, mentre citava Maurice Zundel (”Io è un altro”). Ho sentito il dolore di un’altra persona eccezionale. Ho sentito il mio, e quando avevo bisogno di una gesto e una parola, sono arrivate da un grande uomo. Posso solo ringraziare e, per cercare di ricambiare, invitarvi a visitare il sito Maria.org.

27 June 2005

Invenzioni

Filed under: My Thoughts

La prima notizia che vi segnalo oggi: la fervida immaginazione hitleriana ha dato i suoi frutti nel mondo del porno.
Ma c’è un’altra cosa. Notte. Clacson. Una voce nella camera: “Sarà il Torino in A?” “Credo di sì”. Due sorrisi nel buio. Il ricordo tenerissimo di chi non c’è più.
E poi, gli strascichi della vicenda del nostro Premier playboy in Finlandia… (cfr. Grasse risate).
In ultimo, la notizia più strana e che lascia maggiormente l’amaro in bocca. Viene dalla Siberia.

Would you be my Porcupine?

Schopenhauer: gli uomini come i porcospini

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

(A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)

26 June 2005

Intervista inedita a Wang

Filed under: Orient express

Ho deciso di pubblicare l’intervista inedita al maestro cinese di arti marziali Wang Xiaojun, realizzata nella sua venuta ad alba nel febbraio scorso. Questo perché stamattina sono passata a salutare gli ex colleghi del taiji che facevano uno stage e mi sono resa conto che era un peccato lasciarla lì…Eccola:

E’ stato ospite della nostra città Wang Xiaojun, vice-direttore del Dipartimento di kung fu dell’Università dello sport di Pechino e presidente dell’Istituto nazionale per la medicina cinese tradizionale e il kung fu, reduce da un tour europeo che lo ha portato prima all’Università di Valencia e poi a Bochum, vicino a Dusseldorf. Il maestro, che è medico, ha 37 anni e da circa 30 pratica le discipline del chi qung e lo shaolin, ha preso parte a diversi appuntamenti: mercoledì nella palestra della Maddalena ha dato una dimostrazione di taiji e shaolin, venerdì ha tenuto una conferenza in Sala Fenoglio sulla medicina tradizionale cinese e sabato ha preso parte a uno stage di taiji con l’associazione Yuang ming yuang di Alba. Wang è stato allievo dei più importanti maestri di arti marziali cinesi: Tian Qiutian e Li Wong Chang di Pechino, e Zhang Rong Shi del nord-est della Cina; ha pubblicato diversi articoli sul rapporto fra le arti marziali cinesi e la medicina cinese su importanti riviste specialistiche cinesi come “China kung fu magazine”.
Maestro, quali sono le caratteristiche delle discipline che pratica?
“Il taiji è un metodo tradizionale di allenamento che prende le mosse dalla filosofia tradizionale cinese e dalla medicina tradizionale cinese, in un’applicazione marziale. Il chi qung fu inventato proprio come pratica della teoria della medicina cinese tradizionale, per mantenere il corpo in buona salute, vivere più a lungo, accostare l’essere umano alla natura e perseguire l’armonia nella società, fra gli uomini. La differenza rispetto al taiji, è che il chi qung non ha applicazioni marziali. La caratteristica più importante dello shaolin kung fu, è quella di essere una disciplina molto pratica che mira a migliorare la salute del corpo”.
Al cinema vediamo spesso immagini di combattenti cinesi che volano o comunque compiono esercizi che sembrano magici. Che cosa ne pensa?
“Non sono discipline che insegnano a volare o a saltare da una montagna all’altra, ma tecniche molto reali, che non hanno nulla di magico: a seguito della pratica, le persone possono diventare molto potenti, ma di sicuro non volare”.
Il pensiero che si tratti di magia o superstizione viene spesso accostato anche alla medicina cinese. Qual è la verità?
“La medicina cinese si occupa di come fare la diagnosi e usare le erbe, l’agopuntura, il massaggio, la moxa, un bastone che acceso rilascia sostanze curative, e uno speciale tipo di coppette, per curare la salute. Alla base di questa medicina c’è la teoria tradizionale dei meridiani, lo yin e lo yang, il sangue e il chi (energia). La medicina occidentale si è sviluppata dalla conoscenza dell’anatomia: per capire se una persona ha un problema di salute, bisogna aprire il corpo e vedere se lo si trova. I pazienti possono vedere chiaramente da lastre o ecografie se vi sia ad esempio un tumore, e a quel punto per curarlo si usano le medicine chimiche. La diagnosi dipende da quello che si vede. Invece il pensiero tipico della medicina cinese tradizionale è quello di guardare alla persona nella sua interezza. Quando c’è un problema di salute, la prima cosa a cui si presta attenzione è l’equilibrio fra gli organi interni, per vedere se sia buono o meno; il medico controlla innanzitutto gli occhi, la lingua e il polso, e poi verifica l’aspetto generale della persona. Su questo si basa la diagnosi e si prescrivono le erbe. La radice dei due tipi di medicina, quella cinese e quella occidentale, è molto vicina nell’idea che il medico deve innanzitutto valutare la persona nel suo insieme. In Cina sono attualmente in atto molte ricerche scientifiche, che danno dei risultati: è arrivata ad esempio l’importante dimostrazione della relazione fra il punto che in agopuntura è legato allo stomaco e lo stomaco, e grazie a uno strumento scientifico si è potuto accertare che quando quel punto viene stimolato, lo stomaco lavora di più”.
Quanti secoli di pratica ha alle spalle la medicina cinese tradizionale?
“La storia della Cina è di circa 5mila anni; la medicina tradizionale cinese risale a circa 2mila anni fa, epoca in cui fu scritto il Libro dell’imperatore giallo, tuttora il testo base per chi si accosta a questa scienza”.

a.r.

Allegato: il maestro di taiji quan, l’albese Luigi Pelissero, sulla filosofia e la medicina cinese (2°inedito).

“Secondo la filosofia taoista, tutto è riconducibile a un principio, quello dell’alternanza degli opposto: yin e yang, passivo e attivo, femminile e maschile. Il mondo è fatto così e perché funzioni è necessario che ci sia sempre l’alternanza fra i due elementi. La medicina cinese vede l’uomo come entità, nell’equilibrio tra yin e yang; è una medicina sostanzialmente preventiva, perché il medico normalmente riesce a cogliere dei segnali della malattia attraverso l’osservazione. I punti dell’agopuntura nascono dall’esperienza di 2-3 millenni di storia. Non è tanto il curare da dottore a paziente, quanto il paziente che diventa medico di se stesso: ad esempio, lavorando al computer quasi tutti hanno problemi di cervicale, e per combatterli ci sono esercizi specifici. In Occidente siamo troppo legati alla nostra idea di medicina, e non capiamo che la medicina cinese non è in antitesi alla nostra, ma può venirci in aiuto. Anche le arti marziali hanno in sé la stessa idea: quando si dice do, si intende la via, cioè il modo per raggiungere l’equilibrio. Ciò che le rende affascinanti infatti è che non sono fini a se stesse, né per picchiare, né solo per star bene fisicamente, ma per vivere. Attraverso la pratica delle arti marziali cinesi non sono diventato un guerriero, ma questa disciplina mi ha portato a vedere l’equilibrio: ormai è una cosa quasi spontanea.”

25 June 2005

Per chi ci prendono?

Filed under: My Thoughts

Scrivo finalmente questo post che era in pectore da alcuni giorni. Mi capita di vedere in tv la pubblicità della valigia che si chiama Shuttle, quella dove c’è una cretina che vedendo una gnocca con la valigia le dice Ma allora tu sei un’astronauta. Vero insulto all’intelligenza di oltre 50 milioni di italiani. Intanto, non ci sono trogloditi con una vociaccia così ridicola, poi, anche se uno ci pensa, il collegamento fra la valigia e lo Shuttle è tirato per i capelli. Folle.

24 June 2005

Grasse risate

Non amo fare discorsi sulla politica, ma mi limito a segnalarvi il Buongiorno di Gramellini di oggi. Questa è veramente comica… (uh, da cogliere: nell’articolo è contenuta una profezia).
Comunque, noto con piacere che oggi il PR di Korebliklubvoi è 3. Era da un bel po’ che non era così alto!!!

22 June 2005

-1!!!

Filed under: Università

Il paragone è assai doloroso (sigh!), ma l’unica cosa che mi viene in mente è la finale di Champions. Stamattina, è stata una prova di resistenza. Una gara di nervi. Il prof. R. al tiro, io in porta. Rigori. Praticamente agitavo le braccia come il portiere del Liverpool. E ho vinto (proprio vero che bisogna imparare dal nemico…)!!! Ho passato anche il penultimo esame!!!
Nota: Quando ha aperto il libretto per scrivere il voto, ho sentito scaturire le note di Momenti di gloria come da un carillon.

21 June 2005

Intervista ad Alessandro di Vero Amore

La prima intervista da quando il bel fanciullo albese Alessandro Genova è uscito dal programma…naturalmente, fatta da me ( ;-) ), sulla Gazzetta d’Alba. Che scoop!!! :-D

20 June 2005

Grazie grazie!!!

Post di ringraziamento: è appena stato sfondato il tetto di 200 commenti per il post Vero amore, grazie al quale sto anche conoscendo delle belle persone.
Speriamo di continuare così!
Altro dato: oltre 3.000 pagine visitate di Korebliklubvoi in soli 5 giorni, leggo su ShinyStat. Grazie davvero!

19 June 2005

Quando la realtà supera la fantasia

Filed under: Casi umani

Una signora mi racconta che va a donare il plasma, da un bel dottore giovane. Come si chiama? Naturalmente, Vladimir (storia vera).

Forget her-Jeff Buckley (messaggio struggente)

While this town’s busy sleeping,
All the noise has died away.
I walk the streets to stop my weeping,
She’ll never change her ways.

Don’t fool yourself, she was heartache from the moment that you met her.
And my heart is frozen still
As I try to find the will
To forget her, somehow.
I think I’ve forgotten her now.

Her love is a rose, pale and dying.
Dropping her petals in land unknown
All full of wine, the world before her, was sober with no place to go.

Don’t fool yourself, she was heartache from the moment that you met her.
My heart is frozen still as I try to find the will to forget her, somehow.
She’s somewhere out there now.

(Guitar Solo)

Well my tears falling down as I try to forget,
Her love was a joke from the day that we met.
All of the words, all of her men,
all of my pain when I think back to when.

Remember her hair as it shone in the sun,
the smell of the bed when I knew what she’d done.
Tell yourself over and over you won’t ever need her again.

But don’t fool yourself,
she was heartache from the moment that you met her.
My heart is frozen still
as I try to find the will
to forget her, somehow.
She’s out there somewhere now.

Oh She was heartache from the day that I first met her.
My heart is frozen still
as I try to find the will
to forget you, somehow.
Cause I know you’re somewhere out there right now.

La forza dirompente del passato

Filed under: My Thoughts

Il passato che rompe una diga, che tracima come le lacrime. Le cose che devono essere scritte subito, che non si possono perdere, e che ti sembrano anche troppo forti per essere scritte.
La storia di due ragazzi che issano lo Spirit of Saint Louis su un palo altissimo in un cortile di montagna. Uno lo costruisce, ne costruisce tanti di diverse dimensioni: quello è argentato, azzurrino, e ha l’elica libera. L’altro ragazzo ha degli altissimi tronchi di pino, lo fissano e tirano su il palo sul cortile: diventa il simbolo del Paschero, e rimane lì, con l’antenna che gira al vento per dieci anni, fin che ce n’è un pezzo, sfida il vento. Fino a un temporale. Fa d parafulmine, con i suoi pezzetti in metallo: dietro l’elica, le ruote, chissà quali altre. Aveva le due coppie di ali, proprio come quello vero, e proprio come quello vero aveva le ali molto più lunghe di com’erano nel progetto, perché la strada per attraversare l’Atlantico è lunga, bisogna portare tanto carburante, ci vuole più portanza. Quando è partito, lo Spirit of Saint Louis, era una bomba di benzina.
E poi c’è un’altra storia di delizie antiche. Quella di un bambino che la nonna accompagnava alla Venchi Unica a comprare i wafer. Dietro il bancone, un cassetto con i wafer, quando li compravi te li mettevano sulla carta e li impacchettavano. Ma i soldi erano pochi, allora la nonna chiedeva i wafer rubatà, i wafer rot, e allora la signora dietro il bancone apriva un altro cassetto e prendeva con un mestolone quelli rotti, i residui dei wafer. Mi sembra di vederlo, quel bambino così felice dei wafer rotti. Lo stesso bambino che aveva un altro nonno che stava meglio, e ogni giorno il bambino aspettava per una decina di minuti i suoi genitori che arrivavano dal lavoro lì nel negozio. Il nonno gli dava 5 lire e gli diceva di andare a comprare i panini all’olii, e lu attraversava la strada, scendeva i tre scalini della panetteria e prendeva due o tre panini. Tornava a sgranocchiarli nel negozio, prima del pranzo. Purtroppo l’abitudine è durata così poco…
Non li può più mangiare, ora, quel bambino, i dolci. E ha tanti ricordi, tanti tristi, tanti belli. E un mondo fiabesco dove si rifugia quando le cose sono troppo difficili. Perché fanno piangere, i ricordi? Perché sai che sono cose che non torneranno. Anch’io, ho dei ricordi, ma non riesco a parlarne.

Conclusioni

Andate su Blawg e leggete il primo post e i suoi links. Poi, ognuno tragga le sue conclusioni.
Vi dico la mia: spero che oggi non sia il giorno in cui dovrò morire. Perché se fosse così, sicuramente oggi non dovrei studiare diritto commerciale.

18 June 2005

Dialoghi (via sms) fra donne

Filed under: My Thoughts

Lei: Allora vieni stasera? Dàiiii!!!!
Io: Mah, vabé, magari allora faccio un salto…
Lei: Bene! Allora adesso parliamo di cose serie: come ti vesti? come ti pettini? come ti trucchi?






















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