Intervista inedita a Wang
Ho deciso di pubblicare l’intervista inedita al maestro cinese di arti marziali Wang Xiaojun, realizzata nella sua venuta ad alba nel febbraio scorso. Questo perché stamattina sono passata a salutare gli ex colleghi del taiji che facevano uno stage e mi sono resa conto che era un peccato lasciarla lì…Eccola:
E’ stato ospite della nostra città Wang Xiaojun, vice-direttore del Dipartimento di kung fu dell’Università dello sport di Pechino e presidente dell’Istituto nazionale per la medicina cinese tradizionale e il kung fu, reduce da un tour europeo che lo ha portato prima all’Università di Valencia e poi a Bochum, vicino a Dusseldorf. Il maestro, che è medico, ha 37 anni e da circa 30 pratica le discipline del chi qung e lo shaolin, ha preso parte a diversi appuntamenti: mercoledì nella palestra della Maddalena ha dato una dimostrazione di taiji e shaolin, venerdì ha tenuto una conferenza in Sala Fenoglio sulla medicina tradizionale cinese e sabato ha preso parte a uno stage di taiji con l’associazione Yuang ming yuang di Alba. Wang è stato allievo dei più importanti maestri di arti marziali cinesi: Tian Qiutian e Li Wong Chang di Pechino, e Zhang Rong Shi del nord-est della Cina; ha pubblicato diversi articoli sul rapporto fra le arti marziali cinesi e la medicina cinese su importanti riviste specialistiche cinesi come “China kung fu magazine”.
Maestro, quali sono le caratteristiche delle discipline che pratica?
“Il taiji è un metodo tradizionale di allenamento che prende le mosse dalla filosofia tradizionale cinese e dalla medicina tradizionale cinese, in un’applicazione marziale. Il chi qung fu inventato proprio come pratica della teoria della medicina cinese tradizionale, per mantenere il corpo in buona salute, vivere più a lungo, accostare l’essere umano alla natura e perseguire l’armonia nella società, fra gli uomini. La differenza rispetto al taiji, è che il chi qung non ha applicazioni marziali. La caratteristica più importante dello shaolin kung fu, è quella di essere una disciplina molto pratica che mira a migliorare la salute del corpo”.
Al cinema vediamo spesso immagini di combattenti cinesi che volano o comunque compiono esercizi che sembrano magici. Che cosa ne pensa?
“Non sono discipline che insegnano a volare o a saltare da una montagna all’altra, ma tecniche molto reali, che non hanno nulla di magico: a seguito della pratica, le persone possono diventare molto potenti, ma di sicuro non volare”.
Il pensiero che si tratti di magia o superstizione viene spesso accostato anche alla medicina cinese. Qual è la verità?
“La medicina cinese si occupa di come fare la diagnosi e usare le erbe, l’agopuntura, il massaggio, la moxa, un bastone che acceso rilascia sostanze curative, e uno speciale tipo di coppette, per curare la salute. Alla base di questa medicina c’è la teoria tradizionale dei meridiani, lo yin e lo yang, il sangue e il chi (energia). La medicina occidentale si è sviluppata dalla conoscenza dell’anatomia: per capire se una persona ha un problema di salute, bisogna aprire il corpo e vedere se lo si trova. I pazienti possono vedere chiaramente da lastre o ecografie se vi sia ad esempio un tumore, e a quel punto per curarlo si usano le medicine chimiche. La diagnosi dipende da quello che si vede. Invece il pensiero tipico della medicina cinese tradizionale è quello di guardare alla persona nella sua interezza. Quando c’è un problema di salute, la prima cosa a cui si presta attenzione è l’equilibrio fra gli organi interni, per vedere se sia buono o meno; il medico controlla innanzitutto gli occhi, la lingua e il polso, e poi verifica l’aspetto generale della persona. Su questo si basa la diagnosi e si prescrivono le erbe. La radice dei due tipi di medicina, quella cinese e quella occidentale, è molto vicina nell’idea che il medico deve innanzitutto valutare la persona nel suo insieme. In Cina sono attualmente in atto molte ricerche scientifiche, che danno dei risultati: è arrivata ad esempio l’importante dimostrazione della relazione fra il punto che in agopuntura è legato allo stomaco e lo stomaco, e grazie a uno strumento scientifico si è potuto accertare che quando quel punto viene stimolato, lo stomaco lavora di più”.
Quanti secoli di pratica ha alle spalle la medicina cinese tradizionale?
“La storia della Cina è di circa 5mila anni; la medicina tradizionale cinese risale a circa 2mila anni fa, epoca in cui fu scritto il Libro dell’imperatore giallo, tuttora il testo base per chi si accosta a questa scienza”.
a.r.
Allegato: il maestro di taiji quan, l’albese Luigi Pelissero, sulla filosofia e la medicina cinese (2°inedito).
“Secondo la filosofia taoista, tutto è riconducibile a un principio, quello dell’alternanza degli opposto: yin e yang, passivo e attivo, femminile e maschile. Il mondo è fatto così e perché funzioni è necessario che ci sia sempre l’alternanza fra i due elementi. La medicina cinese vede l’uomo come entità, nell’equilibrio tra yin e yang; è una medicina sostanzialmente preventiva, perché il medico normalmente riesce a cogliere dei segnali della malattia attraverso l’osservazione. I punti dell’agopuntura nascono dall’esperienza di 2-3 millenni di storia. Non è tanto il curare da dottore a paziente, quanto il paziente che diventa medico di se stesso: ad esempio, lavorando al computer quasi tutti hanno problemi di cervicale, e per combatterli ci sono esercizi specifici. In Occidente siamo troppo legati alla nostra idea di medicina, e non capiamo che la medicina cinese non è in antitesi alla nostra, ma può venirci in aiuto. Anche le arti marziali hanno in sé la stessa idea: quando si dice do, si intende la via, cioè il modo per raggiungere l’equilibrio. Ciò che le rende affascinanti infatti è che non sono fini a se stesse, né per picchiare, né solo per star bene fisicamente, ma per vivere. Attraverso la pratica delle arti marziali cinesi non sono diventato un guerriero, ma questa disciplina mi ha portato a vedere l’equilibrio: ormai è una cosa quasi spontanea.”



Purtroppo nn è possibile condensare l’esperienza di millenni nello spazio concesso da un articolo.
Finalmente anche in Alba si parla con serietà e schiettezza della realtà delle Arti Marziali ormai troppo abusate e per queste traviate e fuorvianti.
Confido di leggere altri articoli simili.
Salmat
Giovanni
Comment by Giovanni — 29 April 2006 @ 4:04 pm
Quello con Wang era stato un incontro molto bello. Mi sta venendo voglia di rimettermi a praticare seriamente…
Comment by Administrator — 29 April 2006 @ 4:37 pm
Perchè no!
La pratica delle AM è un’esperienza che apre sempre nuove opportunità. Nel confronto tra culture o combattenti che sia si impara sempre … con il vantaggio che comunque è divertente.
Mabuay
Giovanni
Comment by Giovanni — 3 May 2006 @ 6:11 pm
Devo trovare qualcosa che sconvolga la mia vita. Un viaggio, una passione, una disciplina. Un cambiamento forte. Forse è vicino.
Comment by Administrator — 3 May 2006 @ 6:19 pm
Si sente dire che la Cina è vicina … ed il Giappone.
A quando il viaggio.
Hai paura dell’aereo? forse non lo conosci abbastanza, fammi una domanda chissà che non sappia rispondere e ti convinco.
Saluton
Giovanni
Comment by Giovanni — 3 May 2006 @ 6:27 pm
Sì, mi fa molta paura. Ma credo che sia questo il momento migliore per prenderlo, se voglio farlo. Un momento in cui non mi importa di nulla.
Comment by Administrator — 3 May 2006 @ 7:05 pm
Esperimento:
Prendi un cucchiaio, avvicinalo all’acqua corrente di un rubinetto dal lato convesso (arcuato) reggendolo morbidamente di lato. Ecco come volano gli aerei. Immagina la forza che agisce su ali immense a velocita di 1000 Km/h.
Saluti
Giovannni
Comment by Giovanni — 4 May 2006 @ 5:06 pm
Mi dà un senso di forza e leggerezza allo stesso tempo…
Comment by Administrator — 4 May 2006 @ 5:27 pm
Allora il battesimo del volo sembra essere andato bene!
MRCA (Multi Role Combat Aircraft) noto come Tornado costa 35-40 milioni di euro circa.
Boeing 767 ha versioni che costano fino a 140 milioni di euro (il B747 Jumbo arriva a sfiorare i 100 milioni di Euro).
I velivoli civili costano tanto più dei militari (oltre il 50 % del costo è per garantire la sicurezza).
So sicuri!
I voli internazionali avvengono a quote elevate (12.000 mt) si dice Above Weater, oltre le intemperie e non risentono delle perturbazioni atmosferiche, a differenza dei voli più brevi.
Salamat (saluto indonesiano)
Giovanni
Comment by Giovanni — 8 May 2006 @ 8:06 pm
sei anche appassionato di aerei? come è nata la tua passione?
Comment by Administrator — 8 May 2006 @ 8:28 pm
Terza elementare. Ricerca a tema libero di scienze, ho scelto lo spazio. Con il tempo mi sono ridimensionato.
Mabuhay (Filippino - tagalog: Evviva, usato come saluto)
Giovanni
Comment by Giovanni — 8 May 2006 @ 9:10 pm
Rettifica era terza media.
Giovanni
Comment by Giovanni — 9 May 2006 @ 5:10 pm
Passata la paura degli aerei?
Negli anni ‘40 Hugh De Haven fu pioniere nella ricerca della sicurezza degli aerei avviando lo studio su velivoli accidentati.
Negli anni ‘50 anche la NACA (oggi NASA) iniziò le sue ricerche.
A Langley venne costruita una mega struttura per la prova del LEM (modulo di atterraggio lunare). La struttura in seguito è stata destinata alla prova pratica finalizzata alla sicurezza dei velivoli piccoli e medi in atterraggio.
Vengono fatte numerose prove parziali, solo porzioni di cabina in caduta verticale (di queste anche in Europa, Belgio od Olanda non rocordo).
Molti sono i metodi di calcolo per la verifica di sicurezza tra cui il DYCAST o MSINCA (non sono sicuro).
Giovanni
P.S. Ho na laurea da ing.aeron, o ti passa la paura o t’impari a costruire gli aerei.
Comment by Giovanni — 13 May 2006 @ 3:16 pm
ho sempre pensato che la branca più affascinante dell’ingegneria sia l’areonautica.
per il prossimo week-end ho ricevuto un invito al volo, ma su un mezzo un po’ diverso: la mongolfiera. pare che l’aspetto più divertente sia quando sei in pieno cielo, e non senti più i rumori. la mongolfiera è silenziosa, puoi sentir solo qualche scricchiolio del cestello dove stai…
Comment by Administrator — 13 May 2006 @ 3:24 pm
La mongolfiera per la storia del volo è di antiche origini. Fine 1800. Nota la storia dei fratelli Montgolfier e del volo umano a Parigi.
Parigi fu anche capitale di un evento precedente quasi sconosciuto … Un tale, che a seguire chiamerò Pazzo, vestito da pipistrello si lanciò dalla Tour Eiffel. Volò per 30 secondi. In atterraggio il Pazzo lasciò ai posteri la sua impronta sul selciato (ben 20 cm di profondità)…
Un Link:
www.slowfly.it
Giovanni
Comment by Giovanni — 16 May 2006 @ 5:09 pm
Ad Alba le mongolfiere volano assai spesso. L’anno scorso in Fiera del Tartufo abbiamo perfino organizzato una gara in cui i palloni si conquistavano un chilo di tartufo andando a prendere un enorme tartufo che volava sul tetto dell’Ente Turismo…
Comment by Administrator — 16 May 2006 @ 6:23 pm
Sai il B747 (Jumbo Jet) della Boeing pesa al decollo circa 360.000 ton. All’atterraggio circa 200.000 ton. Tutto carburante.
Sapendo che il B747 può atterrare con un peso massimo di (vado a memoria) 240.000 ton. Attenzione nel caso per problemi debba riatterrare subito dopo il decollo dove cavolo va a finire il carburante in eccesso?
Ecco cosa servono i dispositivi di nebulizzazione.
Tra l’altro un dialogo che mi capità con un amico (A).
A: Ho preso l’aereo, un B747, per essere più sicuro ho scelto un posto sopra l’ala, almeno in caso di incidente mi ripara.
G(io): Bravo! … ma lo sai che in caso di incidente il rischio più grande è l’incendio del carburante … ma lo sai che il B747 nelle ali ha 180.000 ton di carburante.
Andata in mongolfiera? Piacque?
Giovanni
Comment by Giovanni — 6 June 2006 @ 5:31 pm
spiegami che cosa sono i dispositivi di nebulizzazione…espellono il carburante dopo averlo nebulizzato?
e poi, qual è la verità sui posti più o meno sicuri? dove bisognerebbe stare…oltre che a terra?
per la mongolfiera, no, non c’era posto. credo sia un segno del destino, che ancora non è arrivato per me il momento di spiccare il volo.
Comment by Administrator — 6 June 2006 @ 11:07 pm
Il carburante è nelle ali in scomparti separati altrimenti nelle virate si ammucchierebbe da una parte. Quando occorre liberarsene per ridurre il peso viene disperso in atm attraverso dei dispositivi di nebulizzazione (si tratta di formare piccole gocce facilmente volabili cf la lacca).
Posti più sicuri su un aereo?
In realtà gli unici veri incidenti da cui ci si salvi sono nelle fasi di decollo ed atterraggio. Ad esempio fallito decollo, cedimento del carrello, atterraggio troppo violento per errato funzionamento dei flap o aerofreni e simili. In questi casi a seconda dell’impatto il velivolo può subire danni più o meno gravi.
Grande pericolo è l’incendio, inoltre a bordo sono presenti materiali ignifughi che non si incendiano, in compenso liberano sostanze tossiche.
Sono presenti molte uscite di sicurezza, bisogna evacuare in pochi minuti (2′) altrimenti il fumo in cabina impedirebbe di vedere e dunque fuggire.
Alcuni velivolo hanno dispositivi che espellono tutto il tetto della cabina in modo da evitare problemi.
Ad ogni modo è ben difficile poter scegliere i posti … semmai prima o seconda classe.
Giovanni
Comment by Giovanni — 7 June 2006 @ 6:03 pm
Il carburante è nelle ali in scomparti separati altrimenti nelle virate si ammucchierebbe da una parte. Quando occorre liberarsene per ridurre il peso viene disperso in atm attraverso dei dispositivi di nebulizzazione (si tratta di formare piccole gocce facilmente volabili cf la lacca).
Posti più sicuri su un aereo?
In realtà gli unici veri incidenti da cui ci si salvi sono nelle fasi di decollo ed atterraggio. Ad esempio fallito decollo, cedimento del carrello, atterraggio troppo violento per errato funzionamento dei flap o aerofreni e simili. In questi casi a seconda dell’impatto il velivolo può subire danni più o meno gravi.
Grande pericolo è l’incendio, inoltre a bordo sono presenti materiali ignifughi che non si incendiano, in compenso liberano sostanze tossiche.
Sono presenti molte uscite di sicurezza, bisogna evacuare in pochi minuti (2′) altrimenti il fumo in cabina impedirebbe di vedere e dunque fuggire.
Alcuni velivolo hanno dispositivi che espellono tutto il tetto della cabina in modo da evitare problemi.
Ad ogni modo è ben difficile poter scegliere i posti … semmai prima o seconda classe.
Giovanni
Comment by Giovanni — 7 June 2006 @ 6:03 pm
P.S.
Se sta pagina la vede Shifu Wang chissa che dice.
Comment by Giovanni — 7 June 2006 @ 6:05 pm
beh magari a wang interessano le vicende degli aerei…ihihihihi
Comment by Administrator — 7 June 2006 @ 10:00 pm
Spunto dal Telegiornale
-F16-
Appunti
F stà per Fighter, 16 è solo un numero.
Soprannome: Falcon.
Tipo: Velivolo militare da supremazia aerea.
Caratteristica principale: è l’unico velivolo militare che in determinate condizioni (peso ridotto) ha un motore con una spinta superiore al peso, quindi può salire in verticale.
Ciao, Giovanni
Comment by Giovanni — 9 June 2006 @ 5:36 pm
questo lo conosco. ho in casa modellini di aerei (oltre che automobili e soprattutto navi) da quando ero bambina…
Comment by Administrator — 9 June 2006 @ 5:39 pm
Mi parlano del libro di Dan Brown. “Angeli e Demoni”. Inizia con un personaggio che fa un volo in tempo brevissimo tra America ed Europa.
Ops!!!
Ricordo:
Volo supersonico a quota subspaziale (100 Km di altezza attualmente volano a 10-15 Km) a mach 25 (l’unico civile supersonico è il Concorde, ma non ha avuto gran successo). 2 ore New York - Tokio.
Mi risulta progetto abbandonato.
Giovanni
Comment by Giovanni — 16 June 2006 @ 5:32 pm
se il mio destino è quello di finire su un aereo, che lo faccia in fretta. arrivare a destinazione o schiantarsi.
Comment by Administrator — 17 June 2006 @ 5:42 pm
Scusate, dove posso trovare magiorni info sul sifu wang? Grazie!
Comment by taijiquanyang — 11 July 2007 @ 3:58 am