Strane sensazioni
Quanto tempo hanno le persone di fronte alle cose e alle persone per pensare prima di agire o rispondere? Ieri sera ho detto una cazzata. Una battuta superficiale su un argomento che non lo è, e soprattutto per me non lo è mai stato. Poil, venuta a casa, un fatto. Ero seduta al tavolo di legno con mia madre, discutevamo, tra lo scherzo e la critica, in maniera un po’ tesa. A un certo punto, guarda sul tavolo: “Oh, due animalini! Chissà se si incontrano?”. Li guardo, erano due moschini di quelli che girano sulla frutta. Non ho fatto in tempo a vederli, che li ha schiacciati. Uno, non troppo bene, continuava a muoversi. Di getto, le ho preso il foglio con cui li aveva schiacciati e l’ho “finito”, dicendo “Almeno fallo bene, non lasciarlo lì a soffrire”. Cacchio, sono stata da cane, mi son venute le lacrime agli occhi. Anche lei. Aveva fatto la stessa cosa che avevo fatto io poco prima. Non aveva pensato, però lei ci stava ancor più male per aver ucciso quei due animaletti. Cosa avrei dato in quel momento per poterli riavere lì, a girare sul tavolo, vedere se si incontravano, o per non aver dato fiato a quella battuta detta così, tanto per parlare. Non si torna indietro. Penso a quante cose fanno le persone. Magari, ne diciamo mille, di cazzate, anche gravi. Poi ne arriva una, anche più lieve, la classica “goccia che fa traboccare il vaso”, e chi ci sta davanti non ce la perdona.


