Lo penso da sempre. L’unica soluzione in una giornata così, in cui l’avvenimento più piacevole è stato la macchina ferma, morta, irremovibile dal parcheggio, è rifugiarsi nel mondo amico della letteratura. Anche perché è molto difficile che un libro oppure Manzoni mi crei grossi problemi immediati stasera. Allora, vi indico un libro che ho letto nella divina due giorni termale, una provocazione imperdibile per chi come me stia cercando di fare uno dei mestieri più affascinanti, difficili e discussi di sempre, quello del giornalista. Si tratta del pamphlet Alcune ragioni per sopprimere la libertà di stampa, di Vincenzo Zeno-Zencovich, euro 4,65, ed. Laterza, uscito nel 1995. Lo trovate qui.
Per farvi un’idea, pensate a un testo che anziché una Prefazione ha un’Avvertenza, in cui l’editore prende immediatamente le distanze dal contenuto; pensate a un testo che comincia così:
E’ giunta oramai l’ora di sopprimere la libertà di stampa, frutto marcito delle rivoluzioni liberali che penzola insozzando l’albero della società moderna e ammorba l’aria che essa respira.
Una cosina da niente… per 80 pagine davvero poderose. Da leggere as-so-lu-ta-men-te!
Gli altri due invece sono ancora freschi freschi, ritirati appena oggi pomeriggio alla libreria, perché se li sono dovuti far arrivare. Del primo ho già accennato nei giorni scorsi. Il secondo è una chicca scoperta grazie a un pusher di letture che non tutti si possono permettere, che, scoprendo la mia passione per D’Annunzio, mi ha consigliato Un volo e una canzone di Luciano Bianciardi. Anche qui, le pagine sono poche. Ma meritano. La storia del libro, come me l’ha raccontata il mio consulente letterario, è questa (non so dirvi se sia vera o anch’essa romanzata, ma è molto bella. Mi correggerò se leggendolo scoprirò qualcosa di diverso): un famorso giornale commissiona al giornalista un reportage. Risposta: “Lo faccio, ma vado al Vittoriale“. E dopo molti anni la figlia decide di far pubblicare il reportage in un’unico tomo. Come potete immaginare, per una che a 18 anni come tesina per la maturità ha portato “Il versante oscuro del piacere”, è una vera goduria…Ma questa è un’altra storia.