Libera Repubblica di Korebliklubvoi

21 April 2006

Letture

Filed under: My Thoughts

Lo penso da sempre. L’unica soluzione in una giornata così, in cui l’avvenimento più piacevole è stato la macchina ferma, morta, irremovibile dal parcheggio, è rifugiarsi nel mondo amico della letteratura. Anche perché è molto difficile che un libro oppure Manzoni mi crei grossi problemi immediati stasera. Allora, vi indico un libro che ho letto nella divina due giorni termale, una provocazione imperdibile per chi come me stia cercando di fare uno dei mestieri più affascinanti, difficili e discussi di sempre, quello del giornalista. Si tratta del pamphlet Alcune ragioni per sopprimere la libertà di stampa, di Vincenzo Zeno-Zencovich, euro 4,65, ed. Laterza, uscito nel 1995. Lo trovate qui.
Per farvi un’idea, pensate a un testo che anziché una Prefazione ha un’Avvertenza, in cui l’editore prende immediatamente le distanze dal contenuto; pensate a un testo che comincia così:
E’ giunta oramai l’ora di sopprimere la libertà di stampa, frutto marcito delle rivoluzioni liberali che penzola insozzando l’albero della società moderna e ammorba l’aria che essa respira.
Una cosina da niente… per 80 pagine davvero poderose. Da leggere as-so-lu-ta-men-te!
Gli altri due invece sono ancora freschi freschi, ritirati appena oggi pomeriggio alla libreria, perché se li sono dovuti far arrivare. Del primo ho già accennato nei giorni scorsi. Il secondo è una chicca scoperta grazie a un pusher di letture che non tutti si possono permettere, che, scoprendo la mia passione per D’Annunzio, mi ha consigliato Un volo e una canzone di Luciano Bianciardi. Anche qui, le pagine sono poche. Ma meritano. La storia del libro, come me l’ha raccontata il mio consulente letterario, è questa (non so dirvi se sia vera o anch’essa romanzata, ma è molto bella. Mi correggerò se leggendolo scoprirò qualcosa di diverso): un famorso giornale commissiona al giornalista un reportage. Risposta: “Lo faccio, ma vado al Vittoriale“. E dopo molti anni la figlia decide di far pubblicare il reportage in un’unico tomo. Come potete immaginare, per una che a 18 anni come tesina per la maturità ha portato “Il versante oscuro del piacere”, è una vera goduria…Ma questa è un’altra storia.

4 Comments »

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  1. fammi sapere, soprattutto per gli ultimi due libri. se sopravvivo a goedel sarò pronto per d’annunzio..

    Comment by daniele — 21 April 2006 @ 11:51 pm

  2. se ti incuriosisce godel, qualche tempo fa ho affrontato la lettura del grande tomo Godel, Bach, Escher. Un’eterna ghirlanda brillante: un libro “grande” in tutti i sensi. Però quello è davvero impegnativo…

    Comment by Administrator — 22 April 2006 @ 8:15 am

  3. il versante oscuro del piacere?
    non ti offendere ma un titolo così è da pazzi.
    ma soprattutto ti cerco i soldi per fartelo pubblicare a scatola chiusa, senza leggerlo.

    comunque condividiamouna passione viscerale. io ho concluso le mie ferie a Veneazia proprio al Vittoriale. Stupendo!! mi son bevuto visioni di quella casa e della collina attorno e a distanza di anni ricordo ancora tutto. quando un readingi di poesie decadenti e dannunziane? per puro piacere della parola del sommo Vate

    Comment by gianluca — 23 April 2006 @ 1:22 am

  4. @1° par: quanto ha spinto la delu perché lo trasformassi in un pamphlettino… ma non mi ci sono più messa. racconto che non ne ho avuto il tempo.
    @2° par: non dimenticherò mai quando boggio ci lesse al liceo la pioggia nel pineto. era uno di quei pomeriggi di recupero per non perdere troppe lezioni, alle 2 tutti dormivano e io nel primo banco in prima fila ascoltavo beata per ben due volte “Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane…”, due volte per farci ascoltare i suoni della natura così magistralmente riprodotti dalle parole…per me questo è il punto più alto della letteratura italiana.

    Comment by Administrator — 23 April 2006 @ 8:49 am

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