Libera Repubblica di Korebliklubvoi

17 June 2006

Domani - Articolo 31

Filed under: Musica e poesia

Ma se domani un altro sole il tuo corpo riscalderà (domani), però domani un altro bacio dimmi che sapore avrà (domani), se domani un pensiero di ciò che era ieri ti chiamerà (domani), tienilo con te perché dopo un giorno ancora forse se ne andrà.
Oggi c’ho in testa te, non so perché, domani chissà… perciò se ti va senti qua: i ricordi sono in fila e non mi mollano, ad uno ad uno salgono e mi tormentano. Sono in para, noia dura, dolce tortura, paura, come quella sera indeciso sul baciarti o meno, a parlare sul divano ore, la prima volta che assaggiavo il tuo sapore e già ne ero strettamente dipendente, shhh, cotto immediatamente. Ed era tipo “che c’importa di domani?” , stringimi le mani, ma i baci non risolvono i problemi, e ora non ci sei, domani è già arrivato, e brucia dentro sai, anche se ero preparato, e cadono parole come pioggia sulla strada, forse verrà domani il sole che le asciuga.
Non so dove mi porterà questa marea, a largo o a riva non ne ho idea, se con qualcuno o se con te, non so domani neanche se sarò con me. Ma se domani un altro sole il tuo corpo riscalderà (domani), però domani un altro bacio dimmi che sapore avrà (domani). Se domani un pensiero di ciò che era ieri ti chiamerà (domani), tienilo con te perché dopo un giorno ancora forse se ne andrà.
L’autostrada scivola veloce, sto mangiando quel gelato che ti piace, che ti fa ingrassare, tutte le menate quante volte le ho sentite, mi gira in testa ancora la tua voce, dolce musica, pure quando isterica, quasi psichedelica, senza dubbio erotica. E penso a quanto spesso son finito nel tuo letto a smaltire quel gelato, a restare impigliato nei tuoi capelli con il mio orecchino, a fare casino, per farmi stare zitto mi schiacciavi sulla bocca il tuo cuscino. Fumare sigarette, raccontarti barzellette fino al mattino, e mi divertivo quando mi correggevi se sbagliavo un congiuntivo. E come t’incazzavi quando t’abbracciavo e non m’ero tolto l’orologio e ti graffiavo, cento volte buonanotte e non dormivo, ti fissavo, poi mi muovevo e ti svegliavo: …E lasciami dormire Ale ti prego…”, ed eri così bella che non ci credevo…
Ma se domani un altro sole il tuo corpo riscalderà (domani), però domani un altro bacio dimmi che sapore avrà (domani). Se domani un pensiero di ciò che era ieri ti chiamerà (domani), tienilo con te perché dopo un giorno ancora forse se ne andrà. Forse domani un nuovo vento la mia passione soffierà via (domani), chissà domani quale fuoco ecciterà i peccati miei (domani), perché domani non ci sei, perché domani non c’è “noi”, perché domani, c’è solo domani (domani), domani.
E ancora cambio umore se ti penso, è un bel po’ che non ti sento, ma non mi frega cosa stai facendo, dentro ho un’immagine di te che non parla, l’ho fatta per guardarla e non voglio rovinarla. E tengo solo il buono, come il tuo profumo, che mi ha sballato più di ogni cosa abbia bevuto o fumato, e mai nessuna foto renderà giustizia al tuo sorriso quando esplode all’improvviso sul tuo viso, lascia stare, domani avrò un altro posto dove andare, e un’altra rima da inventare, e neanche so dove saranno i miei pensieri, forse sarai solo una luce che illumina il mio ieri. Ma ancora rido se penso ai soprannomi che mi hai dato, li sapesse anche il mio amico, sarei rovinato!! Non credi?? Sono ancora in piedi, e lontano che non mi vedi, ma oggi tu sei la mia musa, baby, fata benedetta e strega maledetta insieme, faccio di te le rime mentre domani viene, la notte muore schiaccio l’acceleratore, oggi sarà un giorno senza te, domani pure.
Ma se domani un altro sole il tuo corpo riscalderà (domani), però domani un altro bacio dimmi che sapore avrà (domani). Se domani un pensiero di ciò che era ieri ti chiamerà (domani), tienilo con te perché dopo un giorno ancora forse se ne andrà. Non so dove mi porterà questa marea, a largo o a riva non ne ho idea, se con qualcuno o se con te, non so domani neanche se sarò con me. Domani…

7 Comments »

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  1. Musica, poesia e canzone.
    Musica è suono, poesia è parole che insieme si fondono in una canzone.
    Anche le parole hanno un loro ritmo come il suono. Tutto è ritmo?
    Se nel ritmo qualcosa si spezza o non è coordinato con il resto … stona. Stona quando si crea una distorsione.
    Mi capita di stonare per un nonnulla … mi accorgo di non essere in connessione con me stesso … sono sviato … quando qualcosa mi turba e non lo riconosco … è allora che ho più bisogno di aiuto … è allora che sono più solo.
    Qualcosa stona … Stai bene?

    Giovanni

    P.S.
    Magari devo solo lavar meglio le orecchie!

    Comment by Giovanni — 17 June 2006 @ 4:26 pm

  2. qualcosa stona, perfetto. bellissimo anche il termine “sviato”, sia nell’idea che nel suono che fa quando la pronunci, se hai una di quelle voci profonde che scendono in basso quando arrivi alla “a”. qualcosa di rotto c’è, qualcosa che si incrina. si soffre. ma in fin dei conti se non fosse così, che noia la vita… ho sempre pensato, e l’ho anche scritto in qualche occasione, che passiamo la nostra esistenza a inseguire un equilibrio, per poi stufarcene un attimo dopo. quando si rompe -o nel mio caso, in tempi brevi lo rompo- possiamo sentirci di nuovo vivi mettendoci a cercare freneticamente l’equilibrio successivo. a volte mi chiedo se questa vita che si consuma così rapidamente a mio modo sia una cosa giusta. eppure, è la mia.

    Comment by Administrator — 17 June 2006 @ 5:36 pm

  3. nulla che una cena etilica e uno spaghetti-western non siano in grado di cancellare.

    consiglio vivamente “Sono Sartana, il tuo becchino”.

    e stai su.

    Comment by umberto — 20 June 2006 @ 4:26 pm

  4. accetto il consiglio molto volentieri… :-D

    Comment by Administrator — 20 June 2006 @ 4:57 pm

  5. Un pensiero sulla Via (Tao in China; Do in Jap):
    “Il vero Samurai non combatte contro il nemico. Il vero Samurai attende sulla sponda del fiume fino a vederne passare la testa mozza.”

    Incredibile quante volte questo blog diventa un fiume cui mi rifugio … passo, guardo ed attendo … ecco passare la testa del nemico.

    Mi sono chiesto cosa è importante … Una persona cara ed attenta mi avrebbe detto di non cercare la risposta nei gatti … Ieri, mi sveglio sognandomi protagonista di “Un anno che ti cambia la vita”.
    Ho una gran voglia di buttare via il mio egoismo. Ho una gran voglia di essere amico. Per essere amico devo donare …
    Vorrei offrirti la sponda di un fiume dove attendere il passaggio della testa mozza del tuo nemico.
    Se, come me, pensi che sto dicendo un sacco di cazzate fatti una risata. Sarà servito a qualcosa.

    Giovanni

    P.S. ho corretto bella risata con risata … , i buoni consigli servono

    Comment by Giovanni — 20 June 2006 @ 5:35 pm

  6. è molto bello quello che scrivi… in fin dei conti il blog è il luogo delle confessioni per antonomasia, quello del confronto intimo fra persone che si nascondono dietro uno pseudonimo.
    soprattutto, però, mi fa piacere che i miei articoli, quelli dei giornali, dico, suscitino qualcosa negli altri. perché in me spesso lo fanno.
    il detto che hai scritto qui mi è sempre piaciuto molto, è confortante. ma la mia filosofia dell’azione non mi consente quasi mai di attendere. insomma, alla fine probabilmente cercherò di risalire il fiume per riuscire a scorgere la testa mozza il prima possibile… anche se talvolta ciò è controproducente…

    Comment by Administrator — 20 June 2006 @ 5:41 pm

  7. Da un libro di Alberoni (azz. devo cambiare letture che sarebbe più sano).
    Secondo lui la vita quotidiana, ordinaria è caratterizzata dal disappunto. Il disappunto sarebbe l’impressione di fare qualcos’altro, per qualcun altro (penso intenda dire non realizzare le nostre aspirazioni essendo passivi).
    Nello stato straordinario ci si mette in gioco, si ha una meta il cui premio è la felicità. Nello stato straordinario si rischia, si ottiene o si perde tutto.
    Nella ricerca della felicità perfetta si tende a trasformare lo straordinario (ambizioni, eventi, persone) in ordinario ricadendo nel disappunto.

    Mi piace il tono con cui ti esprimi, tradisce un sorriso.
    La ricerca di se stessi non è mai controproducente (che si attenda sulla sponda o si risalga la corrente).
    Appena trovi la testa del nemico dagli un calcio da parte mia.

    Giovanni

    Comment by Giovanni — 22 June 2006 @ 5:35 pm

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