Ore 7.20
Anche se è da poco più di un mese, che ogni mattina parte sempre da quella fermata, ha già preso una dolcissima abitudine. Sin dai primi giorni, ha scoperto che il gestore del piccolo e accogliente bar proprio lì davanti, a quell’ora sforna una magnifica teglia piena di brioches fumanti. Lei ci è entrata una volta, attratta da quell’unico punto caldo di luce gialla nel grigio lucido del primo mattino, e poi non ha più smesso. Riceve dalle mani del gestore il sacchettino di carta bianca con dentro il cuore caldo e fumante dello strudel alla frutta, e torna fuori nell’umidità. Ferma alla fermata, sbirciando ogni tanto se arriva il pullman, schiude lentamente il sacchetto a pochi centimentri dal naso, come per non perdere nemmeno un soffio dell’aroma che si sprigiona, con la religiosità che hanno i bambini davanti a un gioco meraviglioso. Comincia allora ad assaporare il gusto, a morsi piccoli: quando è appena sfornato, quasi bollente, è ancora più buono, fragrante. Quando l’ha finito, sente ancora il caldo dentro la pancia e sale sul pullman.


