Libera Repubblica di Korebliklubvoi

18 November 2006

Buonanotte, Raffaella

Filed under: My Thoughts

Il suono del mio nome è così dolce
fra le tue labbra
come se ti appartenesse
come se sussurrandolo, rotondo,
Raffaella,
lo facessi tuo, e con lui me.
Raf-fa-el-la
mi rintocca fra le tempie
con il suono della tua voce,
così intimo e caldo.
Sembra che nel mio nome
tu celebri la mia essenza,
mi fai esistere
nella tua stanza
a mille chilometri di distanza
tu hai il mio nome.

17 November 2006

Neffa

Filed under: Musica e poesia

Oggi ho acquistato un cd, era dai tempi di Showbiz dei Muse che non capitava. Ho comprato l’ultimo di Neffa, che mi sta prendendo dentro alla grande. Ho acceso due candele e un incenso al cioccolato e ascolto… Con vero piacere sensuale.

ora mi senti e ti sento
siamo una sola anima
e celebriamo il momento
e il tempo che verrà
se chi decide ha deciso
che ora la guerra è la necessità
io stringo i pugni e mi dico
che tutto cambierà
per ogni vita che nasce
per ogni albero che fiorià
per ogni cosa del mondo finchè il mondo girerà

16 November 2006

Sogno ad occhi aperti

Filed under: Musica e poesia

Sogno di te
ad ogni canzone
sogno di te
ad ogni sguardo
e ad ogni fantasia.
Sogno di te,
dei tuoi capelli
d’oro cesellato,
della tua bocca
rossa all’insù,
dei tuoi occhi
di velluto
che ridono.
Sogno della tua assenza
e della tua presenza,
delle parole accese
e del silenzio mesto,
sogno del calice
che abbiamo condiviso,
mi perdo nella tua immagine
che si staglia sul tramonto.
Mi perdo nell’attesa,
nel desiderio,
nel suono del mio cuore
che batte come un frullare d’ali
e mi balza in gola.
Ricordi, aspettative, desideri
si confondono
in un arcobaleno
di piume colorate.

12 November 2006

En blue jeans et blouson d’cuir-Adamo

Filed under: Musica e poesia

En blue jeans et blouson d’cuir
Tu vas rejoindre les copains
Si tu n’vois pas qu’est c’qu’ils vont dire
Quand tu les verras demain

En blue jeans et blouson d’cuir
Tu te crois en liberté
On ne pourrait te contredire
Ça blesserait ta dignité

En blue jeans et blouson d’cuir
Tu taquines les jupons
Vise-moi donc ça quelle allure!
T’as une affiche au pantalon

Tu n’es pas mauvais garçon
Un p’tit rien te fait rougir
Vas profite de la leçon
T’es pas fait pour jouer les durs

Tes blue jeans, ton blouson d’cuir
Tu les prends pour bouclier
Contre une vie qu’tu voudrais fuir
Parce qu’elle t’oblige à t’humilier

En blue jeans et blouson d’cuir
Tu taquines les jupons
Vise-moi donc ça quelle allure!
T’as une affiche au pantalon

Tu n’es pas mauvais garçon
Un p’tit rien te fait rougir
Vas profite de la leçon
T’es pas fait pour jouer les durs (3x)

11 November 2006

Ne me quitte pas

Filed under: Musica e poesia

Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le coeur du bonheur
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Moi je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’après ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vue deux fois
Leurs coeurs s’embraser
Je te raconterai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l’ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

8 November 2006

Bambolotto

Filed under: My Thoughts

Quando arriva a casa, con la sua borsa e la valigetta, con il suo tailleur, trova sua madre ad aspettarla in macchina per portarla a casa. Le ha lasciato il posto di guida, e quando sale la mamma le offre un bamboccio per bambini, nel cellophane; ha in mano anche lo scontrino, lo mette da parte e le dice che le ha comperato un regalo, che se non le piace piuttosto lo potranno regalare per Natale a qualche bimbo. Ma quella bambola vestita di rosa, che dorme a pancia in giù e russa se le schiacci la pancia le ha già trafitto il cuore. La commuove. Ricaccia a fatica le lacrime e avvia il motore. Vede che sul cruscotto c’è la borsina di plastica gialla a disegnini pastello della sua bambolotta, e ha voglia di piangere. Non capisce nemmeno perché, ma sente quel magone salire fino alla gola. Tutto per quella bambolina vestita di rosa.

5 November 2006

Brutto

Filed under: My Thoughts

Non bello, per l’esattezza. Non alto, non slanciato. Forse, quello che si definisce “un tipo”. E’ consapevole di essere particolarmente imperfetto, già, i suoi genitori glielo ripetono praticamente dalla nascita, e col tempo ha cercato di correre ai ripari, creandosi uno stile tutto suo. Purtroppo però lo stile non lo renderà mai e poi mai bello, al massimo un po’ più interessante. Che cosa spinge questo ometto conscio del suo aspetto fisico a sentirsi straziato da mille aghi quando quella ragazza gli dice che è brutto? Eppure…eppure lo sa, lo sa da tanto tempo, sa anche da sempre che lei lo pensa. Non dovrebbe essere così terribile, no… Sono brutto, chi mi sta di fronte mi dice che sono brutto. E che cosa c’è di tanto strano? Lo so anch’io. E allora perché fa così male? Forse perché, alla fine di tutto, nel profondo di sé sperava, sperava ancora, che una fanciulla tanto delicata, tanto garbata e intrisa di ferme convinzioni su cosa è giusto e cosa no, riuscisse ad andare oltre a tutta quella imperfezione, per arrivare a vederne i colori. I rossi, i viola, i gialli, l’argento e l’oro, il bianco accecante e il nero lucido. Che riuscisse perfino a trovarlo bello. Ma dopo quella serata, quel desiderio inconfessabile rimarrà chiuso a chiave nel fondo di un cassetto. E butterà la chiave.

2 November 2006

Sabato pomeriggio: letture

Filed under: My Thoughts

Che fatto strano -non è un bene, che lo sia!-, girare l’angolo di quella viuzza, una delle poche che si sono conservate con quel sapore antico, e avvicinarsi. Dirimpetto al negozio, sulla panchina di ferro battuto che sta sulla porta d’ingresso alla mostra, il giovane vestito di beige legge. E quando, per non disturbarlo, vai diretto dentro il negozio, scopri che anche l’uomo di mezza età sta leggendo, seduto su un’elegante seggiola di legno intagliato, a pochi metri di distanza, un catalogo d’arte. Nel sabato pomeriggio sonnacchioso, due persone in silenzio assorte nella lettura, serena, meravigliosamente libera.






















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