Eataly
Mi preparo a lasciare l’ufficio, per salpare verso Eataly. Ho raccolto commenti positivi e negativi… Vi dirò.
Aggiornamento del 13 aprile 2007
Il bilancio dell’esperienza torinese ha lati positivi e negativi. La cosa carina è che c’è tantissima gente di tutti i tipi e di tutte le età, che dà quest’aria di ambiente molto easy, molto divertente. L’aspetto più negativo, come avevo già subodorato dai racconti degli amici che c’erano già stati, è che accanto ai prodotti di altissima qualità trovi prodotti bassamente da supermercato: vero quello che loro dicono, tutti entusiasti, che lì si trova tutto, a tutti i prezzi e quindi per tutte le tasche. Ma se non c’è nessuno che ti possa (sappia?) dare indicazioni, come fai a sapere quali sono da acquistare e quali no? Cena ottimissima (un piattone di cozze e vongole seguito da un piatto di gamberi e scampi), ma una menzione particolare merita il gelato, gusto gianduja ma soprattutto Pistacchio di Bronte…
…dimenticavo! (aggiornamento di 10 minuti dopo
) i carrelli riportano la scritta “Eravamo 23 bottiglie in PET”, insomma sono riciclati (oltre che graziosi&maneggevoli), un’ottima cosa.



Massì che la Quaresima è finita, facciamo scorta di dolci, formaggio e buon vino!
Buona gita a Torino.
(e fà pure rima!) Ciauuu!
Comment by Silvano — 12 April 2007 @ 6:01 pm
meglio golosa che gongolosa
Comment by angela — 12 April 2007 @ 6:12 pm
Buon appetito!
Angela, ma che ti prude?
Comment by Hari Seldon — 13 April 2007 @ 8:10 am
eh eh ad angela questa nostra passione rossonera non va proprio giù…
Comment by Administrator — 13 April 2007 @ 8:16 am
Sarà mica “gobba”?
Comment by Hari Seldon — 13 April 2007 @ 9:13 am
oddio NO!! (immaginare mia espressione tipo L’urlo di Munch)
Comment by Administrator — 13 April 2007 @ 9:21 am
Non sono ancora stato a eataly.
Apro una lunga parentesi per dire che nonostante parli inglese con una certa facilità, al primo impatto lessi il nome come “eatali”, così come è scritto. Infatti la parola eataly in inglese non esiste. Alla fine pochi italiani leggeranno giusto e molti all’italiana. Chiusa la parentesi.
Far convivere prodotti di lusso con prodotti “del supermercato” (quelli che bene o male compra la maggior parte della gente, me compreso), trovo che non sia ottima idea. Specie per gli ultimi: li trovi ovunque quindi la gente non viene a comprarli da te, rischiando di pagarli qualcosina in più.
Anche sul fronte lusso avrei da commentare: sul sito non ho trovato vini dal costo supeiore a circa 70€. Il lusso costa 500/600 € la bottiglia. E si chiama Sassicaia.
Mah
Comment by Cristian — 13 April 2007 @ 6:15 pm
sinteticamente potremmo concordare sul fatto che si tratti di un supermercato travestito da mercato di prodotti d’alta qualità?
certo però che alcune trovate di mkt sono geniali: dove trovi un’altra scritta “compra solo quello che ti serve”? eppure è quello che ti invita a comprare… come un “aiutaci a non doverti chiamare con un numero” che fa riferimento al bruttissimo metodo di mantenimento dell’ordine in coda alla cooperativa, e invita quasi a “godersi” la coda…
Comment by Administrator — 13 April 2007 @ 7:08 pm
sono belle scritte. ti riconciliano col reale.
presto aggiungeranno: “Se hai voglia, passa a pagare dalle casse”, ed il fondamentale “Non scordarti di respirare”.
Comment by umberto — 15 April 2007 @ 11:11 am
se non ci fossi, bisognerebbe inventarti!
Comment by Administrator — 15 April 2007 @ 12:29 pm