Le dinastie del giornalismo albese
Il primo fu lui, il padre. Negli anni… ‘50, ‘60? Non mi ricordo, non c’ero. Che passò il testimone a lei, G.F., la moglie, che lasciò un impiego in una grande azienda per diventare anche lei pennivendola. Ma non finisce qui, perché dopo qualche anno salta fuori R.F., il figlio, e anche lui inizia la sua carriera di sproloquiatore dalle colonne della carta stampata. Un caso? Non ci credo. Ci ho ripensato oggi, perché cerco di incazzarmi il meno possibile con queste faccende, quando ho visto che S.S. ha lasciato la sua rubrichetta su un giornale locale a C.C.G., la sua figliola che da anni scorrazza per provini qua e là. Insomma, dovrei pensare che sia un peccato che i miei genitori non si siano dedicati anche loro al giornalismo, perché sarebbe stata la strada più facile? Non riesco a forzarmi a crederci, non avrei avuto il coraggio, oserei dire la spudoratezza, di farmi infilare così. Certo che vedere queste firme sui giornali continua a farmi incazzare non poco.


