Così fan tutti
Allora. Dopo aver lasciato passare qualche giorno, finalmente (non stavate più nella pelle, eh??
) vi dico qualcosa sulla premiazione del Cn+. Ho deciso di tralasciare molte altre considerazioni, perché sono di carattere strettamente personale e perciò molto opinabili. Una sola ritengo che possa essere di interesse anche per qualche lettore della Repubblica, perché è quella che ha fatto maggiormente riflettere non solo me, ma anche il mio caro amico Feel, anche lui candidato e non vincitore. Il discorso centrale, e, mi perdonerete, perché anche stavolta mi sembra di scrivere una banalità, è che la discrezione non paga. Dovevamo andare lì per accorgercene? Forse sì, perché, in assoluta sicura buona fede, e ringrazio anche gli organizzatori per avermi rivolto parole molto lusinghiere durante la serata, i componenti dell’associazione che ha organizzato il premio si sono quasi certamente fondati per la stesura dei curriculum su cui la giuria ha deciso, solo su internet. Non che io non ci sia. Ma le cose fino a ieri stavano così: nessun legame fra il mio nome e cognome e questo blog, quindi nessuna visibilità per la ripetuta candidatura della Repubblica al Premio Donna e Web e per una produzione bloggeristica pluriennale (dal 2004) su un blog, grazie a tutti voi, molto visitato e commentato. Su Facebook, su cui i premianti hanno detto di aver fatto ricerche, fino a ieri potevate trovare Adriana Koala: difficile collegare questo strano cognome falso alla giovane giornalista albese? Pare di sì. Bene, ho deciso. Se per poter competere nel 2008 dobbiamo abbandonare la voglia di stare nascosti e discreti nella propria Libera Repubblica, diventando, e già mi girano non poco, una Repubblica meno libera e un po’ contaminata, ben venga. Volete il mio nome? Lo scrivo anche su Facebook, con tanto di cognome, che un po’ perfino mi pesa e finora avevo cercato di rendere il più mimetico possibile, perché non sembrasse che lo sfruttavo. Ma il metro con cui veniamo giudicati oggi è il numero dei risultati su Google: non posso quindi privarmi di qualche riferimento al blog e su Facebook. Adriana Riccomagno, mi taggo da sola. E taggo Filippo Cosentino, professionista serio e lanciato, ma che non si svende per fini pubblicitari. Lo scrivo 10 volte: Riccomagno, Adriana, Cosentino, Filippo, Adriana Riccomagno, Riccomagno Adriana, Cosentino Filippo, Filippo Cosentino. Siamo ancora più in rete di prima. Esistiamo forse più di prima? Lavoriamo più di prima? Io non lo credo.


