Amore a prima vista
I fell in love with tihs bags: Oxus
Quell’anno che la primavera non arrivò. Quell’anno che rimase inverno. Che rimase il freddo, accogliente inverno. Nonostante tutto. Nonostante le vetrine, che si erano prima riempite di cartelloni dei saldi, e poi di vestiti leggeri e colorati. Nonostante i pensieri degli uomini che sognavano vacanze al caldo e il mare. E che furono costretti a scoprire che sì, il mare, anche lui, è più bello d’inverno. Io fui sollevata, perché mi resi conto che se non arrivava il caldo, non avrei dovuto competere con top e minigonne, e che gli abiti a collo alto avrebbero continuato a valorizzare i miei lineamenti (e a mimetizzare le mie rotondità di troppo). Fui sollevata, perché l’iverno era sempre stato per me così famigliare: non per nulla ci ero nata, sotto una bella nevicata. Anche io ero rimasta stupita, perché da un giorno all’altro mi aspettavo che il clima cambiasse, e che quel sentore di primavera si facesse più forte, come le altre volte; invece mi svegliavo, vedevo il sole fuori dalla finestra, e quando uscivo continuavano a gelarmi le mani. Che sollievo… pensavo. Non è ancora arrivata. E anche gli altri ci si sono dovuti abituare, e dopo poche settimane hanno capito. Che l’inverno è vivace. Che il freddo è frizzante e aguzza i sensi. Che d’inverno è più bello raccogliersi per la cena insieme. Che gli abbracci sotto le coperte non hanno pari. E così passarono i mesi, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto… incredibile, l’estate era passata senza diventare estate. Per me non ci furono anni belli come quello. L’anno che rimase inverno.
In nome del Vangelo
Servizio sul Centro Volontari Assistenza (CVA) di Alba.
Il quartiere raddoppia
(come sono spiritosa, eh?–> vedi titolo)
C44. Abitanti preoccupati dal traffico
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