Venerdì 11 gennaio alle ore 21 la Croce Rossa Italiana – Comitato Locale di Alba ospiterà presso la propria sede, in via Ognissanti 30 ad Alba, nella sala “Luca Dotta”, la conferenza del capo spirituale della nazione Pellerossa, Duane Hollow Horn Bear (Orso Corno Cavo). L’iniziativa è sostenuta da Danilo Sacco, voce dei Nomadi, che sarà presente alla serata, e che ospita il capo indiano ad Asti dal 9 al 18 gennaio.
“I nativi americani offrono insegnamenti ed esperienze sul legame naturale che l’essere umano ha con la madre terra, sugli elementi della natura di cui è fatto e da cui è circondato, sulla connessione indissolubile tra spirito e materia”, ha affermato Sacco.
Duane, capo tradizionale e leader spirituale, è professore all’Università Sinte Gleska nella riserva di Rosebud (Sud Dakota), ha collaborato alla realizzazione di film come “Balla coi lupi” ed è stato nominato socio onorario della United Artists for Peace, con la collaborazione di Amnesty International, per le sue numerose iniziative in favore della pace.
La serata, a ingresso libero, è aperta a tutti i cittadini interessati.

Valorizzazione dell’ identità di un popolo posto ai margini della società americana
daniela terzolo,danilo sacco,rosanna fantuzzi,
stefano dallari,cico villata,antonella mondo,chiara tassisto
hanno deciso di aiutare, dando voce ad un popolo che per decenni è stato marginalizzato nelle riserve indiane dalla grande democrazia americana, attraverso il loro Capo Indiano “DUANE HOLLOW HORN BEAR ”.
Nelle giornate a partire dal 9 gennaio 2008 sino al giorno 18 gennaio, sarà possibile parlare con “DUANE HOLLOW HORN BEAR”, nelle scuole della provincia di Asti e durante le conferenze stampa che saranno organizzate.
DUANE HOLLOW HORN BEAR
Il popolo rosso dei nativi americani, dopo il genocidio da parte dei bianchi, dopo la segregazione nelle “riserve”, dopo i tragici tentativi subiti, molti dei quali riusciti, di annullare una cultura ed una razza, oggi come risposta a tanta violenza, accoglie e sollecita incontri di pace con tutte le popolazioni del mondo di ogni età e ceto sociale.
I nativi americani offrono, a chi vuole ascoltare e sperimentare, insegnamenti ed esperienze da condividere circa il legame naturale che l’essere umano ha con la madre terra su cui vive, circa gli elementi della natura di cui è fatto e da cui è circondato, circa la connessione indissolubile tra spirito e materia, tra regno minerale, vegetale, animale umano.
Per il popolo rosso, i principi di correlazione e fratellanza tra tutte le creature della Terra e dell’Universo, propri di una legge morale naturale vissuta e tramandata dagli antenati, sono stati e sono la forza che non solo ha permesso a questo popolo di sopravvivere, ma di vivere e di fare fronte con dignità ed onore alle gravi piaghe sociali ereditate dal genocidio.
Oggi, alcuni autorevoli rappresentanti tessono con il mondo reti di dialogo, scambio e collaborazione, con semplicità, immediatezza nelle più disparate occasioni di: studio, lavoro, gioco, arte e preghiera.
Duane Orso Corno Cavo ha 57 inverni, è un Lakota della nazione Sicangu, del popolo Tituwan meglio conosciuto nel mondo come Sioux. E’ un capo tradizionale e leader spirituale –conduttore della Danza del Sole (la più importante cerimonia sacra)
E’ portatore della Sacra Pipa (uno degli oggetti più onorati perché simbolo supremo della connessione tra la Creazione ed il Grande Spirito) per il suo popolo, appartenuta al suo bisnonno Chief Hollow Horn Bear, che visse dal 1850 al 1913, del quale Duane rappresenta la 4° generazione.
Duane fa parte del Consiglio dei Trattati Sicangu e lavora per la sua gente svolgendo vari compiti. E’ coinvolto a livello locale e internazionale nella preservazione e promozione della lingua, cultura e tradizione Lakota.
E’ professore all’Università Sinte Gleska, nella riserva di Rosebud (Sud Dakota) dove insegna storia, cultura, lingua e filosofia del suo popolo. E’ coinvolto in molti progetti ed organizzazioni della cultura tribale. Un esempio riscontrabile anche dal pubblico italiano: insieme allo zio Albert White Head ed al dipartimento dell’Università per cui lavora, ha collaborato alla stesura dei dialoghi in lingua Lakota del film: “Balla coi lupi”.
Duane ha sempre vissuto nella terra natale, ha frequentato il collegio dei gesuiti per 13 anni, ed in questo tempo la famiglia si è assicurata che imparasse non solo la lingua nativa ma anche gli usi e costumi del suo popolo. Durante gli anni di severa oppressione, la sua famiglia ha resistito al genocidio ed alle pratiche di conversione forzata della civiltà occidentale.
Ha partecipato, suo malgrado, alla guerra del Vietnam.
Duane vive gli insegnamenti tramandati dagli antenati e ne è portatore per le generazioni future con la dimostrazione che tale impegno di dignità umana e di memoria sta affrontando con successo attuali gravi disagi giovanili in riserva, quali alcol, droghe e disoccupazione.
In uno dei suoi viaggi in Italia gli è stato conferito il riconoscimento di “Honorary Membership” da parte della United Artists for Peace, consegnatogli dal presidente a Perugina nella sala dei Notari, con la collaborazione di Amnisty International. In passato tale onorificenza era stata conferita ad Arum Gandhi, nipote e prosecutore della scelta non violenta del Mahatma e a Lama Ganchen, uno dei rappresentanti più significativi del popolo Tibetano.
Nel 1997 ha preso parte, su invito di Amnisti International, alla Tavola della Pace delle Nazioni Unite dei Popoli ed alla Marcia per la Pace ad Assisi (unico rappresentante dei nativi americani)
Nel 1998 è stato oratore alla conferenza del 50° anniversario dei diritti umani sul “Genocidio dimenticato”
Tra i tanti incontri, un importantissimo appuntamento italiano per Duane è stato l’incontro ufficiale con Sua Santità Giovanni Paolo II in Vaticano.
Nel 2005 è stato invitato, dalla Scuola di Pace di Contesole a parlare del genocidio del suo popolo nel 50° anniversario della strage di Marzabotto.
E’ stato invitato quale delegato del suo popolo allo Smitsonian Institute Museum di New York per recuperare i resti dei loro antenati (ad esempio gli scalpi esposti in bacheche nei Musei americani) e potere finalmente dare loro degna sepoltura.
E’ stato relatore come docente di storia, all’inaugurazione nel Museo di Bergamo dell’ala dedicata ai reperti degli Indiani d’America.
Ha guidato ad esperienze di approfondimenti della spiritualità Lakota, vari gruppi di italiani interessati.
Ha accolto e continua ad accogliere alla Danza del Sole di Rosebud, da lui condotta ogni anno, nella settimana del plenilunio di luglio, anche 2500 persone provenienti da tutto il mondo, in uno spirito ecumenico di condivisione e di partecipazione.